Era la notte di Natale, tutto era silenzioso.
I bambini avevano il nasino appiccicato al vetro della finestra della sala, guardando il grande albero in giardino che illuminava la neve di mille lucine colorate.
"Ma hai scritto bene l'indirizzo sulla busta?" Chiese la piccola Franca. "Certo!" rispose il suo fratellino Marietto. "Anche se non so ancora scrivere, Babbo Natale sicuramente sa leggere, è grande e porta anche gli occhiali!" Il ragionamento filava. "E tu hai messo sul davanzale le carote per le renne?" "Certo che le ho messe!" e si scambiarono una smorfia.
Dopo un po' Franca pensò che Babbo Natale si sarebbe scottato se avesse voluto entrare dal tetto, visto che dei robusti ciocchi ardevano da diverse ore nel camino.
Bisognava spegnere il fuoco, e l'unica acqua lì vicino era nel sottovaso della stella di Natale.
La piccola Franca buttò quelle poche gocce sulle fiamme, pensando che il fuoco si sarebbe sicuramente spento entro mezzanotte. Delle scintille sprizzarono dal circuito elettronico che simulava le fiamme, l'apparecchio emise un sibilo e si spense in un triste corto circuito.
"Il gatto aspetterà sul tetto l'arrivo della slitta, e miagolerà a Babbo Natale di entrare dalla finestra.

A mezzanotte tutta la famiglia era a letto.

Babbo Natale si materializzò in sala da pranzo grazie al teletrasporto, ma sbagliò i calcoli ed atterrò sul tavolo, bruciacchiandosi la barba con la fiammella di una candela.

"Acc..." pensò il gentile vegliardo. "Ho una fame tremenda, mai che mi lascino in cucina una busta di quei quattro passi... no, cioè, balli in padella, vabbè quello che è!" Trovò solo delle carote congelate sul davanzale, ma quella gente era così povera da non potersi permettere un frigorifero?

Scuotendo la testa e tirando giù tutti i santi del Paradiso, il buon Vecchio aprì il mobile dei liquori e si servì un buon bicchiere di Vecchia Romagna, tanto per creare l'atmosfera, si giustificò.

Controvoglia materializzò davanti al presepe i regali per i due piccoli padroni di casa: un rasoio elettrico ed un depilatore. Per i loro figli aveva portato il solito trenino di legno e la solita bambola di pezza, tanto i genitori (i piccoli padroni di casa: lui non superava il metro e settanta, e lei era ben sotto al metro e mezzo!) avevano già comprato la playstation per il Marietto e l'ufficio di Barbie per Franca, con tre sottoposti ed un segretario con le sembianze di Brad Pitt inclusi nella scatola.

Babbo Natale sospirò. Quanto rimpiangeva i bei tempi in cui girava nei cieli scivolando sulla sua vecchia slitta trainata dalle amiche renne, infilandosi nei camini veri.
Prima di andarsene andò verso il televisore, staccò il DVD e se lo mise nel sacco vuoto.
"Dovrei fare come quella vecchia strega della befana, lei passa l'anno fra terme e beauty farm, ha fatto due lifting e tre liposuzioni, ed io sono qui all'umido che prendo i reumatismi. E va bene, adesso faccio sul serio, cambio mestiere: farò l'animatore di un villaggio turistico."
Col teletrasporto uscì in giardino ed incendiò il grandioso albero di Natale.
 
Guardò fisso il fuoco per qualche minuto, poi programmò il computer sulle successive case da visitare, salì sulla motoslitta e sparì nella notte stellata.